I CAFFE'
Il caffé è originario dell’Africa tropicale (l’Abissinia). Vive in terreni umidi con temperature fra i 15 e 25° C. Si conoscono circa 40 tipi di piante e la più diffusa è la Coffea Arabica, dal tipico aroma forte e rotondo. Ottimo stimolatore della muscolatura, agisce sull’umore e migliora la concentrazione. Il contenuto di caffeina (trimetilxtina) dipende dal metodo di preparazione, dalla miscela e dalla quantità di caffé usato. Caffé espresso italiano, tipico metodo italiano conosciuto come il “caffé del bar”. Caffé americano, lungo o meglio allungato si beve nelle Americhe. Caffé moka, immancabile nell’Italia del Sud, è noto come il “caffé alla napoletana” Caffé d’orzo, (Hordeum Vulgare) ricco di amidi, zuccheri, proteine grezze e una piccola quantità di ceneri. Conosciuto per l’alta digeribilità disintossicante, rinfresca e remineralizza l'apparato digerente. Acqua minerale naturale rigorosamente a temperatura ambiente. I Thé Secondo la leggenda cinese più di 5000 anni fa, l'imperatore Chen Nung era così fiscale
I Caffé
Il caffé è originario dell’Africa tropicale (l’Abissinia). Vive in terreni umidi con temperature fra i 15 e 25° C. Si conoscono circa 40 tipi di piante e la più diffusa è la Coffea Arabica, dal tipico aroma forte e rotondo. Ottimo stimolatore della muscolatura, agisce sull’umore e migliora la concentrazione. Il contenuto di caffeina (trimetilxtina) dipende dal metodo di preparazione, dalla miscela e dalla quantità di caffé usato.
Caffé espresso italiano, tipico metodo italiano conosciuto come il “caffé del bar”. Caffé americano, lungo o meglio allungato si beve nelle Americhe.
Caffé moka, immancabile nell’Italia del Sud, è noto come il “caffé alla napoletana” Caffé d’orzo, (Hordeum Vulgare) ricco di amidi, zuccheri, proteine grezze e una piccola quantità di ceneri. Conosciuto per l’alta digeribilità disintossicante, rinfresca e remineralizza l'apparato digerente.
Acqua minerale naturale rigorosamente a temperatura ambiente.
I Thé
Secondo la leggenda cinese più di 5000 anni fa, l'imperatore Chen Nung era così fiscale per il rispetto dell'igiene che non beveva altro che acqua bollita. Un giorno, nell'anno 2737 a.C., era seduto a riposare all'ombra di un albero di thè selvatico, una leggera brezza fece cadere alcune foglie all'interno dell'acqua messa a bollire e avendo assunto un invitante color oro la bevve. Preso da un benessere indicibile, volle conoscere meglio l'albero che aveva prodotto quella foglia meravigliosa e benefica, favorendone così l'uso e la coltivazione.
Il Thé oolong o il thé verde-blu Proviene dalla Cina meridionale e da Taiwan, è semi-fermentato, povero in teina e con proprietà antiossidanti. L’infuso acquista il tipico colore giallo pallido.
Il Thé dell’Assam Nella valle del Brahmaputra a circa 200 da Darjeeling, in India, ha un sapore piuttosto aromatico e possente, le sua tonalità va dall’arancio al rosso scuro.
Il Thé Ban Cha Proviene dalla regione Uji che in giapponese significa thé leggero. Apprezzato durante o lontano dai pasti, deve tutto alla famiglia Nagata che coltiva e prepara le piante seguendo la tradizione nipponica.
Il Thé di Ceylon Arrivano dallo Sri Lanka e hanno un tipico aroma rotondo, quasi al cioccolato. Devono la loro fama a Sir Thomas Lipton che dal 1890 lo coltiva per gli inglesi, pazzi fin d’allora di questo aroma.
Il Thé alla Marocchina Servito nel “rabat”, (la tipica tazza marocchina che si usa dal XIX secolo) deve il suo successo agli inglesi che, cercando altre preziose foglie per rispondere alla crescente domanda interna, passarono dal Marocco.
Il Thé verde cinese Viene chiamato Gun Powder (polvere da sparo) e con le sue foglie arrotolate conquistò questo popolo.
Il Thé del Tibet Ancor oggi per evitare che sia di cattivo auspicio i monaci tibetani servono questa bevanda con la tazza riempita sino all’orlo. Per prepararlo occorre il gugurchai (il recipiente) dove riposano le foglie di thé. Dopo l’infusione sono aggiunti latte e burro che, secondo la tradizione, lo rendono energetico e spirituale.
Tisane
Arancio amaro (Citrus aurantium) proviene dall’Asia e si è diffuso nell’Italia meridionale. Apprezzato in campo fitoterapeutico, si usa in caso di digestione difficile, fragilità capillare, raffreddamenti. Se ne utilizzano le foglie, la scorza dei frutti e i suoi i fiori.
Biancospino (Crateagus oxyacantha) è diffuso nelle regioni meridionali. Ricco in tannini e vitamine è apprezzato per le proprietà sedative contro il nervosismo. Da sconsigliare a chi soffre di bassa pressione arteriosa.
Camomilla (Matricaria) si rinviene frequentemente in Italia specie nelle zone asciutte. Si utilizzano i fiori in caso di insonnia, dolori allo stomaco, mestruali, raffreddore e influenza.
Malva (Malva silvestris) é frequente nei luoghi incolti di pianura e nei prati. L’uso di questa pianta era già nota in epoca romana e greca. Ricca di mucillagini, contiene potassio, pectine e ossalato di calcio. Nota per le azioni antiflogistiche, ha azione emolliente, lassativa ed è utilizzata in caso di stipsi, irritazioni della bocca, dell’intestino e dei reni.
Melissa (Melissa officinalis) é frequente nelle siepi e lungo i sentieri. Si utilizzano le foglie e le sommità fiorite. Si utilizza in caso di vertigini nervosismo, scarso appetito, stanchezza eccessiva, digestione difficile.
Mirtillo (Vaccinum myrtillus) é frequente nei boschi subalpini e montani fino a 2000 mt. Si usano le foglie e le bacche. Ricco in vitamine A e B, acidi organici, tannino, sali minerali, antocianosidi, ha benefici effetti sulla pelle e in caso di sensibilità capillare.
Tarassaco (Taraxacum officinalis) utilizzata per depurare reni e fegato, cresce facilmente nei prati. Ricca di vitamine, di questa pianta si usano le radici e le foglie.
Tiglio (Tilia cordata) le giovani infiorescenze e la corteccia a primavera. Molto diffuso fino ai 1000 metri, è prescritto in caso di cefalee, tosse, influenze, come antireumatico.
Valeriana (Valeriana officinalis) cresce nelle Alpi e negli Appennini anche oltre i 2000 metri di altitudine nei luoghi umidi o lungo i ruscelli. Si utilizzano i rizomi e le radici. E’ conosciuta per la sua azione sedativa, antispasmodica e antinevralgica.
Rosmarino (Rosmarinus officinalis) controindicato nelle donne in gravidanza è utilizzato in caso di digestione difficile, spasmi intestinali, esaurimento psicofisico. Tipica pianta mediterranea, è ricca in pinene, canforene, limonene,
Finocchio (Foeniculum vulgare) si utilizzano fusto foglie e semi. Ama i luoghi asciutti e esposti al sole. Utilizzato in caso di digestione difficile, agevola la secrezione lattea, profuma l’alito e rinforza le gengive. Contiene zuccheri, pectine e olio essenziale di anetolo.
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